INTEGRATORI PROTEICI

Quest’integratore nasce proprio dall’esigenza di dover incrementare l’introito proteinico nei soggetti più bisognosi, tra i quali, oltre allo sportivo, rientrerà chiunque presenti una deficienza proteica alla base della propria alimentazione. E’ certamente indubbio che in questa cerchia rientrino soprattutto coloro che siano intenzionati a favorire la crescita in genere (compresa la crescita adolescenziale e quella embrionale in fase di gravidanza), ma potremmo anche incontrare chi semplicemente desidera offrire il giusto apporto proteico senza doversi avvalere di fonti animali. Va infatti ricordato che, al di là di quello che sia il nostro impegno fisico od il nostro stile nutrizionale, tutti noi dovremmo corrispondere ad un minimo introito di principi azotati.

Tra i vari tipi d’integratori proteici che si possano reperire sul mercato, spiccheranno quelli di derivazione casearia, poiché, oltre ad essere i più diffusi, saranno anche quelli in grado di garantire sempre un elevato indice d’assimilazione (valore biologico). Volendo essere selettivo, potrei affermare come un integratore composto circa equamente da CASEINATO DI CALCIO e SIEROPROTEINE ISOLATE, sia uno dei prodotti più adatti a sostituire od integrare la tradizionale linea di sostentamento proteica. Vediamone il perché:

- offre un rilascio d’aminoacidi a medio-bassa velocità (la proteina è composta di circa 20 aminoacidi), rimpiazzando dunque quella che potrebbe essere la fonte proteica tradizionale
- non pecca mai d’importanti frazioni proteiche, come la LATTOFERRINA e LATTOPEROSSIDASI che in talune proteine a “scambio ionico” possono essere anche assenti
- un buon prodotto è solito avere dall’80 al 90% di titolo proteico in assenza d’umidità

Ciononostante, nel caso si dimostri fondamentale l’esigenza di una proteina dalla composizione più solubile e d’immediata disponibilità (come accade al termine dell’allenamento, pag. 44), ecco che si potrà prendere in esame anche un integratore di sole SIEROPROTEINE, a condizione che queste pervengano da microfiltrazione incrociata (CROSS FLOW), una particolare metodologia lavorativa che potrà preservare tutte le importanti caratteristiche di cui sopra accennato. In entrambi i casi accertiamoci che i prodotti siano DELATTOSATI, in quanto la presenza dell’enzima lattasi nei soggetti doverosamente svezzati si mostrerà assai improbabile.

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