SMITH MACHINE: E' CORRETTO UTILIZZARLA?

La Smith machine (o multipower), si potrà classificare non solo come la più “semplice” tra le macchine multifunzionali esistenti, ma anche come l’unico strumento capace di riprodurre almeno due delle tre catene cinetiche più note (le catene cinetiche, ricordiamolo, possono essere aperte, chiuse o semi-chiuse), prerogativa assai rara per qualsiasi altro attrezzo. Tuttavia, nonostante la miriade di varianti che questa interessante macchina è in grado di assecondare, scrutando tra blog e letteratura, non tarderemo a cogliere una sottile diffidenza nei suoi confronti, fatto che il più delle volte vorrebbe sfociare in una totale rinnegazione del suddetto. A parlare è la voce di buona parte degli “addetti ai lavori”, professionisti che ci raccontano di eccessive interdizioni a danno delle traiettorie, delle stesse impostazioni anatomico-posturali e dunque delle articolazioni. Una catena cinetica chiusa del resto può mostrarsi spesse volte controproducente, ma nonostante il legittimo contenuto delle sopracitate obiezioni, credo proprio che negli ultimi anni, tali ideologie abbiano lasciato troppo spazio alla generalizzazione. Tant’è vero che se la Smith machine dovesse essere impiegata con razionale criterio, allora vi assicuro che potrà spalancare le porte ad un’enormità di sottili ma sostanziali sfumature del movimento più convenzionale, ed il mio riferimento non sarà solo rivolto a tutti quegli spostamenti aventi traiettoria perpendicolare, ma anche ad esercizi che sapranno sfruttare indirettamente tale attrezzo per la propria conformazione e stabilità.

Nella maggior parte dei casi non sarà l’impiego di una catena cinetica chiusa o semi-chiusa a creare una data imprecisione articolare, ma lo sarà piuttosto un errato adattamento della nostra meccanica corporea ai medesimi vincoli cinetici. Da qui potremo facilmente evincere come il multipower non possa essere affatto inserito nel piano di lavoro del soggetto neofita, ma necessita a tutti gli effetti di una già cosciente padronanza delle nostre facoltà biomeccaniche, attitudine sicuramente riscontrabile nel soggetto più avanzato.

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