RIFLESSIONI SULL'ATTIVITA' AEROBICA

Come si spiega l'apparente paradosso per cui, da una parte, il consumo di grassi è inversamente proporzionale al battito cardiaco (e viene massimizzato in condizioni di quanto più placida attività fisica) e, dall'altra parte, invece, esiste una fascia lipolitica che notoriamente massimizza l'utilizzo di grassi con un battito cardiaco non indifferente (65%-75 % della FCmax)?

 

Questa domanda troverà risposta nel valore di quoziente respiratorio, dato che ci permette di confrontare i gas d'ingresso con quelli di uscita. Nella fattispecie si parlerà di ossigeno introdotto ed anidride carbonica emessa. Alla luce dei fatti, più alto è l'ossigeno introdotto rispetto alla Co2 emessa, e più alto sarà il contributo degli zuccheri nella produzione di energia. Per cui non è possibile parlare di prevalente smaltimento dei grassi durante l'attività aerobica, ma soltanto di un maggiore consumo di calorie su di un dato periodo di tempo campione. Questa è la realtà dei fatti, ed è proprio per questo che l'attività aerobica godrà sempre di un bassissimo potere lipolitico se paragonata ad uno stesso deficit calorico instaurato in una banale condizione di placidità (ovviamente generata da un adeguato programma nutrizionale). L'esercizio aerobico può dimostrarsi altresì utile nella produzione di particolari enzimi lipolitici, ma niente di davvero eclatante per il dimagrimento.

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