ROM (RANGE OF MOTION)

Un ROM (range of motion) completo, è SEMPRE meglio di uno parziale?
Coprire un ROM maggiore in qualsivoglia esercizio è sicuramente più redditizio in termini d'intensificazione meccanica, ma nel caso dello squat entrano in gioco fattori e
cofattori. Uno squat ottimale deve prevedere un pressoché equo allontamento di ginocchia e tratto pelvico dall'ipotetica linea tracciata dal centro di massa, la retta che virtualmente parte dal bilanciere (quando questo è più pesante del soggetto) e passa perpendicolarmente per la mezzeria plantare (rileggete attentamente osservando l'immagine). Tutto ciò dev'essere effettuato mediante la corretta inclinazione e lordizzazione del tratto lombare, la cui realtà sarebbe a sua volta modulata dalla soggettiva capacità di flessione tibio-tarsica; se questa è superiore ai 45° (quindi scarsa), allora è probabile non riuscire correttamente in uno squat prossimo od inferiore al parallelo (per l'appunto avente maggior ROM), dove andremo inevitabilmente ad osservare una più o meno grave retroversione della regione pelvica.


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