PORZIONE DISTALE E PROSSIMALE DEL MOVIMENTO

Nell’analizzare un movimento di tipo pluriarticolare potremo individuare visibilmente due distinte “aree” di lavoro. La prima sarà quella che vorrebbe mettere in evidenza una minor vicinanza tra noi ed il carico spostato (o l’eventuale strumento di mediazione con il carico stesso), mentre la seconda sarà quella che vedrà collocato il suddetto ad una distanza maggiore. Alla luce di queste considerazioni ecco che riusciremo a riconoscere due principali fasi di movimento, le quali saranno rispettivamente suddivise in “porzione prossimale” e “porzione distale”. Malgrado possa apparire insignificante la valutazione di questo dettaglio biomeccanico, tale riguardo potrà insegnarci non solo a come gestire sapientemente le differenti “velocità angolari”, ma anche ad enfatizzare il lavoro sull’area muscolare maggiormente interessata dall’esercizio in esame (motivo per cui si dovrà tornare a parlare anche di complementarietà tra gli esercizi).

Volendo effettuare un esempio, prendiamo in esame l’esecuzione di panca con bilanciere; appartenendo innegabilmente alla categoria dei movimenti multi articolari, osservando lo spostamento dell’asta dal punto morto inferiore a quello superiore, si potranno notare differenti ampiezze di copertura da parte dell’omero (il segmento osso direttamente pilotato dal muscolo pettorale). Nella fattispecie potremmo osservare un suo più ampio spostamento in concomitanza alla porzione prossimale del movimento, mentre nella porzione distale andremo ad osservare una progressiva riduzione di tale movimento. Questo significherà inevitabilmente minor “pressione” nei confronti del muscolo target (ossia il pettorale), e per effetto logico-deduttivo risulterà maggiore sia la pressione articolare che la partecipazione di altri muscoli sinergici, quali tricipiti e deltoidi. Dovendo adempiere al principio di tensione continua (comprensibilmente in virtù di un body building dai presupposti professionistici), pare ovvio di come non ci si possa permettere di conservare una medesima velocità di spostamento dell’asta da un estremo all’altro del nostro ROM. E questo a maggior ragione se il “cuore” del nostro WO è caratterizzato da “lenti” dinamismi.

Articoli correlati

PUBBLICAZIONI


Condividi