L'INTERVAL TRAINING

 
Pur facendo parte degli allenamenti a promiscuo atteggiamento metabolico (aerobico - anaerobico), sarà interessante citare l’interval training all’interno di questo paragrafo proprio per i suoi attributi lipolitici e la natura degli atteggiamenti biomeccanici che lo vorrebbero caratterizzare. Essendo volentieri associato ad attrezzi o movenze comunemente atti ad istituire un impegno prettamente cardio-vascolare, l’IT è oggi riconosciuto come un mezzo lipolitico più valido della classica espressione cardiaco-lineare descritta nella prima parte del paragrafo. Il motivo di ciò sarà individuato nel tipo di enfasi metabolica che sarà in grado di generare, in questo caso protratta anche ad allenamento concluso (a differenza dell’attività aerobica convenzionale).
Essendo questo fenomeno legato ai principi dell’EPOC (argomento che avremo modo di trattare nell’apposito paragrafo a pag. 123), intendo precisare come l’IT non possa essere in ogni caso paragonato al comune “gesto” aerobico (se non nella tipologia del movimento), ma più volentieri all’allenamento con i pesi, assai più simile all’IT per la presenza di serie di lavoro intervallate da pause di riposo. A tutti gli effetti l’IT altro non sarà che l’alternarsi di andature sostenute ad andature più leggere, disegnando uno sviluppo molto simile al lavoro con i pesi anche in termini di durata di prestazione e “recuperi”.
Nell’ambito del Metodo Funzionale, l’IT sarà più volentieri finalizzato alla sostituzione del work-out normalmente destinato agli arti inferiori; una scelta che dovrà essere comunque correlata da specifiche motivazioni, le quali vorrebbero giustificare la diversificazione del piano di lavoro su ampia catena cinetica (esattamente come potrebbe avvenire mediante una corsa). Tutto ciò non vorrà ridurre l’importanza degli adattamenti scaturiti dall’attività aerobico-tradizionale, senz’altro rilevanti e peraltro complementari.

Articoli correlati

Allenamento aerobico

Il P.H.A. (Pheripherial heart action training)


Condividi