L'ESERCIZIO COMPLEMENTARE

In biomeccanica, affinché un carico possa esercitare la massima tensione nei confronti di un dato organo muscolare, la resistenza dovrà sempre "disegnare" il proprio vettore di trazione perpendicolarmente al segmento osseo "pilotato" dal suddetto muscolo. Nello svolgere un movimento, a meno che non si abbia a che fare con attrezzi dotati di pulegge opportunamente e, soprattutto, soggettivamente calibrate, questa circostanza sarà difficilmente riscontrabile nell'intero ROM di un movimento libero; ecco perché esisteranno gli esercizi definiti “complementari”. La consapevolezza di quella che sarà l’area muscolare maggiormente interessata da un dato movimento, sarà pertanto fondamentale per la corretta coniugazione tra due esercizi finalizzati al reclutamento di uno stesso organo.


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