BERE TANTA ACQUA E' SEMPRE CORRETTO?

Malgrado sia luogo comune supporre che il corretto apporto idrico debba essere preferibilmente elevato, la relatà dei fatti associata alle mie ultime ricerche in campo igienistico-alimentare, vorrebbe suggerire l'esatto contrario. Un affermazione che non vede certo incriminata l'acqua di per sè, ma piuttosto i minerali in essa disciolti; questi ultimi, essendo del tutto inorganici esattamente come quelli presenti nel terreno (come anche fusi in una struttura), non si dimostreranno per nulla biodisponibili seppure perfettamente assimilabili. Ciò vuol dire che dovranno essere prontamente eliminati dall'organismo, dando luogo, come ogni sostanza inutile, ad elevata leucocitosi. Se è vero che ogni eliminazione nel corpo richiede l'intervento di appositi organi (detti emuntori), sarà altrettanto verosimile il fatto che l'eliminazione non potrà mai essere totale, dando perciò luogo ai famigerati depositi (di qualunque natura). Succo del discorso è che se cerchiamo di bere molto al fine di ottimizzare il drenaggio renale (come accade nelle diete iperproteiche), quello che in realtà facciamo con la comune acqua minerale sarà l'estremo opposto. In queste circostanze potremo considerare valida, soltanto un'acqua avente basso residuo fisso (<50 mg/l).


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