CURA E MANUTENZIONE DEL FEGATO

Il fegato è tra i più importanti “dispositivi” del nostro organismo, in quanto la sua presenza è indispensabile per svolgere oltre 500 funzioni fisiologiche. Tra queste sintetizzo le più importanti:

-          trasformazione degli zuccheri
-          produzione di colesterolo (vedi riferimento sezione alimentare)
-          produzione e trasformazione di vitamine, oligoelementi ed enzimi vari
-          produzione dei fattori di crescita IGF
-          trasformazione degli ormoni secreti dalle varie ghiandole
-          termoregolazione corporea
-          azione emuntoria

Da tutto ciò, è facile capire che se quest’organo non dovesse funzionare eccellentemente, sarebbe praticamente inutile ricorrere nel tentativo di perfezionare qualsiasi altro sistema adiacente.
Non potendo però diagnosticare in modo autonomo la reale funzionalità del nostro fegato (se non accertandone un’evidente disfunzione allo stato avanzato), vi invito ad agire in forma preventiva, proprio come insegna la dottrina fitoterapeutica: abbiate dunque l’accortezza di provvedere, nella misura di una volta all’anno, ad un completo drenaggio organico. Questo processo sarà semplicemente attuato controllando per un “breve” periodo l’alimentazione e l’attività fisica svolta. Una “cura” che avrà la durata di circa 1 mese, in cui la vostra “cucina” dovrà essere rigorosamente basata sui seguenti punti fondamentali:

·              per i glucidi sarà previsto il solo consumo di frutta (tranne banane, kiwi, angurie, ciliegie) e verdura (tranne pomodori, melanzane, peperoni, carote, spinaci)

·              per i protidi ci si dovrà servire di pesce (molluschi e crostacei esclusi) e carne bianca, entrambi rigorosamente cotti ai ferri o al vapore

·              per i grassi saranno consentiti l’utilizzo d’olio di oliva extra vergine, limitate quantità di formaggi e, tre uova intere alla settimana, il cui colesterolo andrebbe a migliorarne la sintesi da parte dello stesso fegato.

·              la disposizione dei pasti dovrà rispettare un frazionamento di minimo cinque puntate al giorno, in cui non potranno comunque mancare taluni supporti vitaminici naturali (vedi riferimento sezione integratori).


Per quanto possa concernere l’allenamento, sarà preferibile che questo non evidenzi un’impronta intensa ed eccessivamente duratura, ma dovrebbe altresì prevedere un blando approccio aerobico onde evitare ingenti formazioni di acido lattico (vedi riferimento sezione d’allenamento).

Ultimo, anche se forse più importante fattore da prendere in riguardo, sarà l’utilizzo di una pianta epato-protettrice che sia in grado di rigenerare la cellula epatica. Ecco che con questo suggerimento ci troviamo di fronte ad un’applicazione pratica della fitoterapia, la cui vastità preferisco racchiuderla nel solo utilizzo del vegetale epato-protettore-rigeneratore per eccellenza, ossia il DESMODIUM ADSCENDENS (desmodio). Faccio riferimento al solo desmodio, poiché questa è l’unica pianta non avente controindicazioni, e che quindi potrà essere utilizzata da qualunque persona senza subire eventuali conseguenze collaterali. Reperire tale vegetale allo stato originario non si dimostrerà troppo facile ma neppure impossibile; attualmente sono poche le aziende che lo “confezionano” rispettandone la corretta lavorazione (europee, in particolare francesi). Per trarre beneficio da una qualunque frutice terapeutica, sappiamo che, come accade per le vitamine, questa dovrà essere assunta nella forma più simile a come si trova nel proprio stato naturale (quindi non dovrà avere subito interventi chimici e tanto meno includere elementi di sintesi). Diffidate pertanto dalle compresse, ma scegliete opercoli trasparenti che rendano visibile il prodotto frammentato.

Condividi