FITOTERAPIA, QUALCHE COGNIZIONE

Poco conosciuta ai giorni nostri e quindi scarsamente sfruttata, la fitoterapia altro non è che la scienza atta a studiare la funzione terapeutica delle piante. A questo genere d’approccio "alternativo" nel curare una patologia, si è ultimamente diffusa una spessa fonte di scetticismo, la quale è di certo la principale causa che, negli ultimi anni, ha limitato il saggio impiego del principio attivo vegetale. Dimentichiamo però che l’attuale medicina, oggi interamente basata sull’industria chimica, ha comunque un origine erboristica, la cui cultura faceva appunto riferimento al solo utilizzo delle piante medicinali. Questo è per lo meno ciò che accadeva fino al 1950, anno in cui si vide il vero e proprio avvento della stessa industria chimica (che prese in qualche modo avvio con la scoperta della penicillina risalente al 1928). Anche se non potrà certo pareggiare l’efficacia della moderna scienza farmaceutica nel curare un grave acciacco patologico, la fitoterapia sarebbe comunque in grado di suggerire la più potente condotta preventiva; oggi giorno il suo utilizzo avrà come unico ragionevole obiettivo l’indurci al corretto funzionamento degli organi interni, dal momento che saranno gli stessi apparati a mantenere in equilibrio l’intero sistema e, quindi, a preservarci in buona salute. Grazie al corretto uso delle piante officinali, sarebbe dunque allontanata l’ipotesi di una futura occorrenza di prodotti farmaceutici, poiché la nostra "integrità" fisica non sarebbe "mai" gravemente pregiudicata.

Qui sotto possiamo osservare uno schema raffigurante in maniera piuttosto sintetica l’equilibrio dei cinque sistemi all’interno del sistema strutturale, ossia la nostra persona (tratto dagli appunti dei corsi di fitoterapia):


Sintetizzando, una qualsiasi inefficienza di uno dei quattro sistemi periferici, porterebbe in disequilibrio il sistema immunitario, che tenderà a spostarsi nella direzione di quello maggiormente svantaggiato. Appare sicuramente lampante dallo schema come tutti i sistemi siano a stretto contatto tra loro, e come ognuno possa influenzare per certi versi l’altro.

Facendo ora riferimento a quella rappresentazione molto simile riportata in una delle pagine introduttive di questo manuale (per l’esattezza la quinta facciata), potremo ricordare come uno dei quattro pilastri portanti sia simboleggiato dalla “positività”, qui invece manifestata dal sistema nervoso. Il complesso energetico sarà ottimizzato dalla corretta alimentazione, dall’allenamento e dal recupero, che a loro volta avranno preponderante influenza sul sistema ormonale. Seguendo la linea logica di tutte le istruzioni professate in questo volume, otterremo senza dubbio un buon controllo di questi tre importanti sistemi, un qualcosa che potrà contribuire al raggiungimento di un “quasi” totale equilibrio dell’apparato immunitario. Dico quasi perché all’appello mancherà la piena efficienza del sistema fisiologico, che, come si può notare, sarà strettamente legata alla corretta funzionalità del più importante organo emuntore, il fegato.

E’ da tenere ben presente, che questo importante organo sia messo a dura prova da quella che è la nostra consuetudine alimentare, inadeguata, a volte dannosa, e spesso non molto varia. Questo farà sì che si possano verificare delle deficienze epatiche, tutte motivo di conseguenti disfunzioni le quali, come abbiamo visto, influirebbero negativamente su tutti gli altri sistemi.

Distintamente, dinnanzi ad una piena efficienza epatica (condizione probabile in pressoché tutti gli individui più giovani), l’unico piano d’ottimizzazione “richiesto” sarà quello attribuito ai tre punti precedenti.


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