CICLO MESTRUALE, FISIOLOGIA E RELAZIONI

Analizziamone lo svolgimento dal principio quando, a partire dall’età di 8-9 anni circa, accade che, per la prima volta, l’ipofisi dia inizio alla secrezione di specifici agenti ormonali atti ad un preciso scopo: formare il “punto vita” nel corpo della bambina che sta crescendo. L’ipofisi, situata nel cervello, risulta essere una sorta di centro di controllo delle varie ghiandole abili alla produzione di ormoni, tra le quali siamo in grado di individuare le sole di natura femminile: le ovaie. La ghiandola madre (l’ipofisi), comincerà allora ad inviare a queste ultime sempre più elevate quantità di ormoni, dando così inizio alla maturazione di piccole cisti chiamate follicoli; è proprio qui che, in un prossimo futuro, si formeranno gli ovuli.
Prima che questi ultimi possano essere prodotti, succederà che i follicoli saranno a loro volta in grado di secernere altri “messaggeri”, i quali daranno il via all’effettivo processo di maturazione del corpo: nella fattispecie, possiamo riconoscere la formazione della mammella, la crescita di peli pubici ed ascellari. Lo sviluppo sessuale sarà da considerarsi concluso quando l’organismo dell’ormai adolescente sarà in grado di conservare e proteggere l’ovulo fecondo, un qualcosa che richiederà la completa formazione della mucosa interna all’utero, l’endometrio. Quando uno dei follicoli, quello dominante, potrà rilasciare l’ovulo formato al suo interno, significherà che saremo giunti alla totale evoluzione dell’appartato riproduttivo; in seguito all’emissione dell’ovulo, questo grosso follicolo si trasformerà in corpo luteo, il quale, nel caso di mancata fecondazione del suo prodotto (l’ovulo), finirà per atrofizzarsi assieme all’endometrio, dando così inizio alla mestruazione di origine naturale (non quindi causata da improvvisa cessazione di contraccettivi esogeni). Dal momento che potremo riscontrare tale procedimento, significherà che ci troveremo in presenza di un apparato sessuale “adulto”.
Passiamo ora all’esatta descrizione del suo evolversi, valutandone in modo particolare le varie conseguenze ormonali che ne deriveranno; in un contesto atletico, cercheremo di capire il perché queste ultime tendano ad influenzare l’intero aspetto fisiologico del corpo femminile.

Trascurando le problematiche relative all’irregolarità ormonale che si verifica ordinariamente nel corpo dei soggetti più giovani, andiamo all’origine dell’intero processo, ovvero alla prima emissione messaggera di provenienza ipotalamica (dall’ipotalamo). Essa come sempre sarà atta a stimolare l’ipofisi, ma questa volta alla produzione di ormoni follicolo-stimolanti (FSH); questi avranno il compito d’incitare le gonadi femminili (le ovaie), alla produzione degli ormoni sessuali muliebri: gli estrogeni ed il progesterone. In un primo momento vi sarà una secrezione di soli estrogeni, i quali avranno inizialmente un duplice incarico: quello di ripristinare l’endometrio precedentemente perduto (scorsa mestruazione), e quello di generare un certo numero di nuovi follicoli. Trascorso qualche giorno dall’inizio di tale procedimento, avrà via via luogo la maturazione dell’ovulo all’interno di uno solo dei neo follicoli, quello dominante. Dal punto di vista ormonale, nel frattempo succederà che gli estrogeni cominceranno man mano a scendere, contrariamente al progesterone che invece prenderà a salire. Sarà proprio questo il segnale che indicherà il grado di maturazione del follicolo primeggiante contenente l’ovulo ormai maturo, il quale, a questo punto, indurrà la ghiandola “madre” a secernere un unico potente segnale: sarà il turno dell’ormone luteinizzante (LH), che romperà il follicolo indi liberando l’ovulo. Questo, una volta “sceso” nell’utero attraverso le tube, attenderà lo spermatozoo che dovrebbe giungere a fecondarlo dando luogo alla gravidanza. Nello stesso momento potremmo osservare come il follicolo svuotato dall’ovulo si andrà trasformando in una sorta di sostanza a produzione endogena che prenderà il nome di corpo luteo, un organo secernente a sua volta estrogeni e anche progesterone. Come avrete senz’altro capito, a questo punto saremo giunti ad un fatidico bivio: la mancata fecondazione o il concepimento. Nel caso in cui non avvenga alcuna fecondazione, l’ovulo verrà portato via da un globulo bianco qualsiasi, e il corpo luteo, interrompendo bruscamente la produzione dei due ormoni, avrà una durata biologica di esattamente 14 giorni; in fase conclusiva esso andrà sfaldandosi, dando appunto, assieme all’endometrio, il prodotto mestruale.
Nel caso in cui invece s’instauri la gravidanza, la produzione ormonale continuerà proteggendo lo stesso corpo luteo per i successivi tre mesi. Conseguentemente, quest’organo sarà sostituito da placenta nel frattempo maturata, un altro costituente di natura attiva idoneo allo sviluppo embrionale. 
Ora è facile capire perché l’influenza poco gradita degli agenti estrogeni, ha termine con il principio di regressione del corpo luteo, il quale sussisteva proprio grazie agli stessi ormoni sessuali. Da qui ne consegue che la durata di tale spiacevole influsso, potrebbe proprio coincidere con la formazione del follicolo dominante e l’iniziale esistenza del consecutivo corpo luteo, ossia la dozzina di giorni compresa tra il nono e ventiduesimo giorno del ciclo totale (in poche parole quasi la metà di un intero mese solare).

Ricollegandoci al discorso inerente le conseguenze negative che possono manifestarsi in seguito all’assunzione di farmaci anticoncezionali, sarebbe bene tenere presente il vantaggio che oggigiorno possa offrire la famigerata “pillola”. La composizione chimica di questo farmaco, risulta essere costituita da quel genere di agenti ormonali secreti dai follicoli, i quali inducono l’ipofisi a credere che vi sia un’ovulazione in atto (affinché questa non generi taluna stimolazione). Mediante la pillola anticoncezionale, a tutti gli effetti si avrà una mestruazione poco abbondante, visto e considerato che l’ovulazione vera e propria non avrà mai luogo. La periodica “fuoriuscita” sarà costituita soltanto dalla regressione della muscosa uterina (l’endometrio), che si presenterà comunque in scarsa consistenza data la piccola quantità di estrogeni atti a produrla (quelli contenuti nel farmaco); in tal modo lo sfaldamento giungerà regolare, considerando che lo stesso endometrio sarà mantenuto attivo dai soli agenti ormonali indotti oralmente; qualora questi cessino (ossia l’esaurimento della confezione della pillola), si avrà la puntuale fuoriuscita del mestruo.
Diversamente da come accadeva fino a poco tempo fa, diversi contraccettivi oggi commercializzati, presentano una combinazione ormonale capace di unire gli estrogeni ad un agente progestinico derivato dal testosterone naturale, caratteristica che ostacolerebbe il manifestarsi degli effetti negativi causati dai soli ormoni estrogenici (ritenzione dei liquidi, pesantezza delle gambe, sensazione di gonfiore e aumento del peso). Rivalutate pertanto l’utilizzo di questo sistema antifecondativo, pure se non sarà rivolto a particolare interesse sessuale; date le sue considerevoli qualità, potrebbe rendere meno drastico il ciclo femminile, e con esso l’intero equilibrio fisiologico. Sarà ad ogni modo mio consiglio rivolgersi al proprio medico specialistico, in quanto le diverse soggettività potrebbero dimostrarsi più o meno tolleranti a tale farmaco.

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