COME AFFERRARE LA SBARRA NELLE TRAZIONI


 

Nell’effettuare una comune trazione alla sbarra fissa oppure alla lat machine, molti soggetti accusano estremo affaticamento all’apparato flessore del carpo prima ancora che i grandi del dorso (il target dell’esercizio) ne risentano per proprio conto. Di certo il corretto schema motorio (peraltro tra i più difficili) da impiegarsi nelle trazioni può fare la differenza, ma poco conta se non si assegna anche alla presa il giusto atteggiamento. Osserviamo a tal proposito le soluzioni A e B riportate in foto; nonostante appaia più solida la presa “B” (che assicura alla sbarra la prima falange delle dita con un angolo di circa 90° rispetto al metacarpo), quello che si andrà ottenendo dopo “lunghi” periodi di tensione, sarà una cospicua partecipazione dei muscoli flessori del carpo. Questi entreranno in azione proprio per evitare il progressivo scivolamento della sbarra (come indicato dalla freccia circolare), dato che la loro azione (vedi l’altra freccia) riuscirà a condizionare la stessa falange al piano orizzontale nonostante si perda il sopraccitato angolo retto. Il risultato che ne potrà pervenire sarà pertanto una presa salda solo in apparenza.

La tenuta tipo “A” invece, malgrado il “gancio” generato dalla seconda e terza falange possa apparire più precario, rispetto alla “B” si mostrerà decisamente più solida ed al contempo più statica; fuse assieme tali caratteristiche permetteranno non solo di bypassare l’intervento dell’avambraccio, ma anche di ridurre quasi a zero gli attriti generati tra la cute e la superficie della sbarra stessa, ergo evitando la formazione di calli sul lungo periodo.

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