IL RECUPERO POST WORK-OUT

Susseguentemente ad un dato work-out, per potersi garantire un totale recupero sistemico, l’organismo abbisognerà di un prezioso spazio di tempo: questo si commenterà nell’imprescindibile ripristino energetico, enzimatico (pag. 139), ormonale (pag. 130), proteico, meccanico e nervoso.
Il decorso necessario per determinare compensazione e successiva supercompensazione di ogni singola funzionalità, contrariamente a quello che si possa cogliere da tutte quelle semplicistiche rappresentazioni grafiche diffuse nella comune letteratura, nella realtà dei fatti non potrà mai essere sintetizzato da una sola curva.
Trattasi quindi di un processo eterogeneo che, nel proprio decorso, potrà mostrare sia una maggiore o minore coordinazione tra le molteplici “curve”, che una diversa ampiezza delle stesse. Ciò che saprà come modulare il loro andamento sarà la differente combinazione delle seguenti varianti:

-          morfologia e biotipologia del soggetto su visione attitudinale
-          storico esercitativo
-          entità del training in senso lato
-          periodizzazione complessiva ed intercorrenza tra due medesime sedute

Poiché ognuno dei punti elencati sarà capace di celare un ampio numero di sotto-varianti, non tarderemo molto a capire come la quantità di combinazioni risultanti sia talmente grande da non poter essere contenuta in questa pagina. Vale a dire altrettante diverse rappresentazioni grafiche per poter descrivere in modo preciso gli effetti generati da un determinato work-out!
Pare quindi assurdo considerare attendibile un qualunque schema raffigurante ipotetiche impossibilità di recupero sul breve periodo, se non abbiamo modo di tenere in considerazione ogni elemento ed ogni variante sopraelencati. Allo stesso modo non potremo permetterci di attribuire una stessa “risposta” ad un certo training, solo perché, prima delle vacanze, riuscivamo a tollerarlo perfettamente! Pari esempio potrebbe essere fatto nella circostanza in cui a non essere tenuto in considerazione fosse il nostro schema d’adattamento, od, al contrario, non fossero rispettati i nostri limiti fisiologici in termini di tolleranza al merito intensivo. Casistiche come queste ne si potrebbero costruire davvero molte, sicuramente troppe per doverle imparare tutte a memoria. Si mostrerà di gran lunga preferibile acquisire le dovute facoltà meccanicistiche in materia di ripristino funzionale post esercizio.

Questo paragrafo potrà essere consultato per intero (con buona parte delle probabili curve compensatorie) solo all'interno del nuovo libro "IL METODO FUNZIONALE"

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