IL SOVRALLENAMENTO

Da circa una decina d'anni si è tornato a parlare di overtraining. Molte metodiche divulgate a favore della classe natural, mettono in evidenza la facile possibilità di cadere in sovrallenamento a fronte di un qualunque sensibile aumento della frequenza delle sedute o, come altre volte accade, dell'eccessiva durata della seduta stessa. Ma è davvero così facile andare in sovrallenamento? E poi, si parlerà di sovrallenamento sistemico o muscolare?
Essendo l’iperallenamento muscolare erroneamente confuso con il normale affaticamento (come quello che possiamo conoscere anche dopo un ora di tapis roulant, che sarebbe risolvibile nel breve recupero), il riferimento che normalmente si attribuisce all’overtraining è di natura sistemica, un fenomeno che però (e questo lo posso confermare dall'osservazione di reali statistiche, anche su persone non propriamente sedentarie) sarà DIFFICILMENTE MANIFESTABILE se non dopo mesi di allenamento consecutivi.
Quello che invece non viene tenuto in considerazione, è il catabolismo muscolare a breve termine, che come risultato ci garantisce un calo del contenuto proteico con conseguente perdita di volume muscolare. In pratica una sorta di iperallenamento muscolare istituito dalla conversione degli aminoacidi che formano i filamenti proteici, in glucosio. Ovviamente poche sono le metodiche (e ancor meno gli atleti) capaci di esasperare questa condizione, le più note tra queste sono le tecniche ad elevata intensità di lavoro (maggior lavoro sulla costante tempo in primis); capacità di canalizzazione dello sforzo (condizione opposta al cheating, data da un'ottimale atteggiamento anatomo-posturale), movimenti controllati capaci di escludere la più piccola componente pliometrica, impiego dell'isotonia nell'intero range di contrazione e decontrazione muscolare, tempistiche di recupero contenute, set a ad esaurimento multiforme (concentrico, isometrico ed eccentrico)... questi sono gli ingredienti dell'alta intensità, elementi che se mal dosati possono realisticamente determinare l'accrescimento dei livelli del principale glucocorticoide per effetto di una repentina deplezione di fosfageni e glicogeno.
Alcune mie ricerche relative all'aumento dell'alanina amino transaminasi (in gergo ematochimico ALT o GPT) rilevate nella giornata successiva all'intensa seduta, identificano uno stato catabolico più o meno marcato per effetto di una maggior necessità di convertire alanina muscolare in glucosio. Fenomeno assai curioso (anche perché dal punto di vista medico viene interpretato come una disfuzione epatica), che a quanto pare avrebbe luogo sempre e solo in seguito ad allenamenti intensi, e tra l'altro a maggior ragione se infrequenti.

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