ALLENARE IL SISTEMA MUSCOLARE E METABOLICO, OPPURE IL SISTEMA NERVOSO?

Ho appena ultimato un’ulteriore elaborazione dei rilevamenti che, nel 2012, mi hanno permesso di realizzare i grafici relativi a compensazione e supercompensazione del manuale IL METODO FUNZIONALE. L’obiettivo è stato quello di riconfermare i medesimi valori mediante un’ennesima indagine durata quest’ultimo anno, e che si è servita di tutti i rilievi effettuati nelle lezioni di PT.

Il test ha voluto misurare il decorso utile all'incremento delle prestazioni nei movimenti pluri-articolari tra il 75 ed il 90-95% di 1 RM. Nella fattispecie sono stati presi in esame protocolli buffer (serie spezzate) mediante carichi costanti tarati al 75%, e multi-set a struttura piramidale ascendente nel carico e discendente nelle ripetizioni. La ricerca del cedimento è stata rispettivamente riscontrata nelle seguenti modalità:

- un’unica volta per affaticamento cumulativo (esaurimento progressivo delle unità motorie) nel protocollo buffer dopo un pari numero di set consecutivi ed equamente intervallati
- per effetto volontario nel protocollo piramidale in corrispondenza all’apice della piramide stessa (ossia nei pressi 90-95% di 1 RM)

Rimanere al di sotto di una fitta frequenza di scarica degli impulsi nervosi da parte del CNS (sistema nervoso centrale) per il primo gruppo ed INFRANGERE tale “barriera” nel secondo (vedi principio di Henneman), erano le NECESSITÀ di protocollo di ciascuno schema allenante.

L’esito del test, per l’incremento delle prestazioni nelle successive sedute, ha evidenziato il seguente decorso:

- dai 3 ai 4 giorni per il buffer
- dagli 8 ai 10 giorni per il piramidale

Si evince con facilità come i tempi utili al processo di ripristino e relativa supercompensazione siano più che raddoppiati in presenza di set a cedimento ad elevate % di carico, ma c’è da dire che il guadagno di forza si sia mostrato NETTAMENTE SUPERIORE proprio mediante l’impiego del suddetto protocollo. Tale variazione sarebbe anche stata in grado di corrispondere ad un PROPORZIONATO transfer prestazionale nei confronti di tutte le % di carico inferiori (prevedibilmente sui medesimi esercizi), mostrandosi pertanto più valevole del progressivo e seppure più frequente incremento registrato in “ambiente” buffer.

Ne si deduce pertanto che il guadagno di forza pervenuto per mezzo di un’appropriata ed opportunamente cadenzata “forzatura” del CNS, risulterebbe essere assai più vantaggioso.

Unico “neo” dei protocolli basati su alte frequenza di scarica, è l’esigua capacità di generare variazioni consistenti in termini di volumi muscolari. Il motivo? Tempi di tensioni relativamente brevi, scarsa enfasi metabolica e parziale sfinimento (che non ha a che vedere con il reclutamento) di unità motorie.
Nella metodologia piramidale finalizzata all’aumento della massa, rimarrebbe pertanto doveroso associare un’ulteriore fase discendente-ascendente (rispettivamente carico-ripetizioni) successivamente all’apice; tale inversione, essendo tuttavia anticipata proprio da set ad esaurimento (la suddetta apice), per motivi fisiologici si troverà costretta a perseverare in tale ambiente, ergo elevando esponenzialmente l’INTENSITÀ stessa della seduta (parametro che invece risulterebbe rimanere sotto quotato nella metodica buffer). A tal punto dovremo iniziare a fare i conti con processi di ripristino più lunghi ed etero-cronici, realtà incompatibile con la ricerca del mero target ipertrofico sul lungo periodo.

La soluzione definitiva rimane pertanto quella di ricorrere ad una ragionata alternanza dei due protocolli con rispettiva cadenza nell’arco del mesociclo; in tal maniera avremo modo sia d’impiegare correttamente i transfer prestazionali del sistema piramidale ascendente-discendente (rispettivamente carico-ripetizioni) a beneficio del buffer, ed al contempo di consentire un adeguato equilibrio di ripristino tra i vari elementi e funzionalità muscolari.

NB
Interessante notare come per tutti i soggetti il cui massimale abbia parificato od oltrepassato il proprio carico ponderale, si sia potuto registrare un ulteriore ritardo nei processi di ripristino e supercompensazione.


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