IL COLESTEROLO

Per quanto possa concernere il colesterolo alimentare, al di là delle diverse credenze e supposizioni, è bene sapere che questo interessante elemento non apparirà dannoso, anzi si dimostrerà di vitale importanza; se siamo in presenza di un organismo sano il suo livello sarà automaticamente ottimizzato dal fegato, e la dieta non dovrà fare altro che assecondare questo processo apportandone il minimo necessario. Come si era accennato nel paragrafo precedente, il colesterolo, essendo alla base della formazione di tutti gli ormoni steroidei, sarà assolutamente indispensabile per la sintesi di DHEA, estrogeni, progesterone, testosterone e cortisolo (questi ultimi due saranno anche denominati ormoni dell’attività; lo vedremo meglio a pag. 88).
La questione di maggior rilievo per non incombere in problematiche cardio-vascolari, sarà quella di valutare il “mezzo di trasporto” che il suddetto elemento impiegherà nel flusso ematico (per arrivare agli organi necessita di sostanze veicolanti), il quale potrà avvalersi di lipoproteine a bassa o alta intensità: LDL (bassa) “cattivo”, HDL (alta) “buono”. In una condizione favorevole ad elevarne i livelli del primo vi sarà un alto rischio nella formazione di placche arteriose, mentre nella circostanza opposta, questa possibilità apparirà alquanto remota (sebbene vi sia complessivamente un alto livello di colesterolo totale). Giacché il trasporto HDL sarà atto ad offrire un’azione preventiva dai danni provocati dal “mezzo” LDL (riportando al fegato il colesterolo depositato sulle pareti arteriose), si potrà desumere come l’indice di rischio cardiovascolare non sia riscontrato nella quantità di colesterolo circolante, ma piuttosto nel rapporto tra LDL ed HDL; tale valore dovrebbe essere sempre inferiore a 5 per l’uomo e 4,5 per la donna. I diretti responsabili dell’aumento della lipoproteina a bassa densità, si sveleranno essenzialmente due:

·              Una marcata attività dell’enzima HMG-CoA-reduttasi (secreto dal fegato, atto alla produzione di colesterolo endogeno), enormemente influenzato da grandi quantità d’insulina circolante e quindi legato alla quota di glucidi utilizzata
·              Il persistente ed abbondante impiego di grassi chimicamente alterati (sia da elevate temperature che idrogenati industrialmente) e saturi

Tenendo conto di tutto ciò sarà utile riconoscere come l’aumento del colesterolo “cattivo”, e di tutte le conseguenze negative da lui apportate, non deriveranno soltanto da diete capaci di apportare una notevole quantità di lipidi (che in realtà non creeranno danno alcuno se si dimostreranno ipocaloriche al contempo), ma soprattutto da regimi alimentari ricchi di glucidi; in particolar modo quando si utilizzerà senza fine specifico una gran quantità di carboidrati a medio od elevato indice glicemico.
Tutto questo lo ribadisco per sottolineare ancora una volta quanto sia inutile (e pure controproducente) eliminare del tutto il colesterolo dalla dieta, il quale essendo alla base della formazione di molteplici composti organici, non sarà solo innocuo (se si valutano accuratamente gli altri fattori), ma si dimostrerà anche pienamente necessario.
Una buona fonte di colesterolo risulta essere il tuorlo d’uovo; anche un uovo intero al giorno non sarebbe quindi dannoso se la nostra base alimentare fosse opportunamente equilibrata (il tuorlo d’uovo, pur apportando un notevole quantitativo di colesterolo, non sarà comunque fonte d’elevate quantità di grassi saturi).

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