CALO GLICEMICO

E’ parso oltremodo evidente come una prolungata azione anaerobica (ed ancor più se questa sia lattacida), aumenti in modo esponenziale il naturale dispendio di zuccheri vigenti nell’organismo (immagazzinato sotto forma di glicogeno in organi e muscoli). Tale circostanza potrà essere tanto protratta quanto sarà grande la capacità del nostro "serbatoio" di glicogeno, il quale, ammesso si presenti "carico" (ricordiamo che potrebbe anche non esserlo), potrà garantire autonomia per un dispendio di circa 1000-1600 calorie tra la scorta muscolare e quella epatica. Esaurito il "carburante" ecco che si verificherà il consueto calo di zuccheri, condizione organica dai sintomi piuttosto evidenti: giramenti di testa, pallore, annebbiamento della vista, nei casi gravi svenimento). Il contrasto a questo serio inconveniente, che potrà dimostrarsi favorevole anche alla stessa salute, si potrà attuare modificando il nostro piano alimentare, nella fattispecie assicurandoci una certa costante glicemica. Questo troverà conferma non solo nei pasti effettuati in prossimità dell’allenamento, ma anche in quelli che lo precedono, addirittura fino a tre giorni prima. Nel costruire una dieta ecco che la componente glucidica investirà un ruolo centrale, per lo meno per coloro soliti a praticare uno sport dal dispendio glucidico elevato (quale è anche il body building "spinto").


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